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Alcune
osservazioni sul latte artificiale contaminato da melamina in Cina
di
Adriano Cattaneo
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25 Settembre 2008
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Ibfan
Italia e, prima di essa, la Rete Italiana Boicottaggio Nestlè
si sono sempre battute per la protezione dell’allattamento
al seno e contro la pressione commerciale esercitata dai
produttori di latte artificiale per diffondere l’uso dei
sostituti del latte materno. Proprio per questo non possiamo
stare zitti di fronte allo scandalo del latte artificiale
contaminato da melamina. Vogliamo offrire al pubblico le seguenti
considerazioni “fuori dal coro”.
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Condanniamo
senza
ombra di dubbio:
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I
fornitori di materia prima per l’industria del latte
artificiale,
probabilmente i responsabili primari dell’aggiunta di
melamina per far sembrare il loro latte ricco di quelle proteine
che potrebbe non aver avuto in origine, o che potrebbero essere
state sottratte dal latte per essere vendute per altri scopi, più
profittevoli. Approfittiamo per far notare che il mercato di
questa materia prima è globale, e non c’è
quindi da stupirsi se un latte contaminato da melamina è
stato usato in Cina anche da altri produttori e per altri
prodotti derivati del latte, e se ha passato i confini della Cina
per essere usato in altri paesi. Solo a titolo di esempio, la
ditta neozelandese Fonterra (vedi sotto) fornisce materia prima
anche alla Nestlè e alla Wyeth, due note produttrici di
alimenti per l’infanzia (e non solo, nel caso della
Nestlè). Probabilmente, o forse sicuramente, la materia
prima neozelandese non è contaminata da melamina, ma è
importante sapere che la provenienza dei vari ingredienti dei
latti artificiali è globale.
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La
ditta cinese Sanlu, e la neozelandese Fonterra
che
della Sanlu possiede oltre il 40% delle azioni, per non aver
controllato la filiera dei fornitori e la catena di produzione,
ed aver così permesso ad un latte artificiale (e a chissà
quanti altri prodotti derivati del latte) contaminato da una
sostanza pericolosa per la salute di essere immesso sul mercato
in grande quantità. Le due ditte sono ancor più
responsabili, visto che le prime segnalazioni degli effetti
negativi sulla salute di quel latte artificiale risalgono al
2007, con qualche certezza in più sulle cause della
malattia nel Marzo del 2008, e con la certezza assoluta
all’inizio di Agosto, in coincidenza con l’inaugurazione
delle Olimpiadi di Pechino. Aver tenuto la notizia nascosta è
un atto criminale. Ma ricordiamo che anche la Nestlè, nel
2005, tenne nascosta per mesi la notizia che il suo latte
artificiale era contaminato da Isopropil Tio Xanhone (ITX). Tutto
il mondo è paese.
Il
governo cinese,
non solo per aver contribuito, con Sanlu e Fonterra, a tenere
nascosta la notizia (e forse costretto Sanlu e Fonterra a tenerla
nascosta), ma anche per non aver applicato attraverso i suoi
ministeri i dovuti controlli di qualità su tutto il ciclo
produttivo. Inoltre, come vedremo tra poco, condanniamo il
governo cinese per non aver protetto come doveva, e come si è
impegnato a fare votando nel 2002 a favore della Strategia
Globale per l’Alimentazione dei Lattanti e dei Bambini
dell’OMS, l’allattamento al seno. Ma anche in questo
caso tutto il mondo è paese.
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- Siamo
di conseguenza solidali con le vittime della contaminazione e con
le loro famiglie,
probabilmente povere (anche in Cina i ricchi sono meno soggetti
alle conseguenze del libero mercato). Sono decine di migliaia i
bambini colpiti, migliaia probabilmente quelli colpiti in modo
grave, quattro finora i morti notificati. Ma potrebbero essere di
più: qualche decina? Sono
tanti, ma sono molto meno dei bambini
che si
ammalano e muoiono perché non sono allattati al seno e
sono quindi alimentati con latte artificiale “sano”,
non contaminato da melamina o da altre sostanze chimiche o da
batteri come l’Enterobacter sakazakii (responsabile di
decessi in Belgio e Francia negli ultimi anni) o la Salmonella
kedougou (latti artificiali della ditta Sanutri confiscati in
Spagna nell’Agosto 2008 dopo aver infettato una trentina di
bambini). Secondo l’Unicef (State of the World Children,
2008), in Cina nascono circa 17,5 milioni di bambini l’anno;
oltre 415.000 muoiono prima dei 5 anni d’età; di
questi, quasi 350.000 prima di compiere un anno. Sempre secondo
l’Unicef, i bambini allattati esclusivamente al seno nei
primi 6 mesi sono circa il 50%; secondo il Ministero della Salute
cinese, tra le famiglie povere questa percentuale scende al 38%
(era il 62% nel 2000). Circa il 10% dei bambini cinesi soffre di
denutrizione moderata o grave. Nelle aree rurali oltre il 30%
della popolazione non ha accesso ad acqua potabile. Secondo fonti
autorevoli come il Lancet potrebbero essere attribuite alla
mancanza di allattamento al seno, e quindi al latte artificiale,
il 13% delle morti sotto i 5 anni: stiamo parlando di una cifra
che si aggira attorno ai 50.000 morti l’anno. Questi
decessi, in maggioranza per diarrea e polmonite, non sono che la
punta dell’iceberg; sono milioni i casi di malattia per
mancato allattamento al seno, centinaia di migliaia i casi gravi.
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Ci
allarmiamo, giustamente, per i molti bambini ammalati ed i pochi
morti da latte artificiale con melamina, al punto da mettere
sotto accusa addirittura tutto il sistema produttivo cinese
(mentre nessuno s’è sognato di mettere sotto accusa
l’intero sistema produttivo italiano per il latte all’ITX
o quello spagnolo per il latte alla salmonella). Non ci
allarmiamo, invece, per i 50.000 morti l’anno ed i milioni
di bambini ammalati da latte artificiale senza melamina. Con’è
possibile che siamo diventati così ciechi! Possibili
spiegazioni:
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Che in
Cina le donne lavorino 12 ore al giorno, 6 giorni la settimana,
senza nessuna protezione, meno che meno per allattare i propri
figli (in realtà l’unico figlio che è loro
permesso avere), conviene ai nostri investitori in quel paese.
Conviene anche a noi consumatori, possiamo acquistare
prodotti
a basso prezzo.
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Che in
Cina succeda quanto sopra conviene anche alle multinazionali
dell’alimentazione infantile. Più donne con
difficoltà ad allattare vuol dire più donne ben
disposte nei confronti del marketing dei
sostituti del latte materno.
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- Le
multinazionali di cui sopra, Nestlè e Danone in testa,
imitate dai concorrenti locali, Sanlu in testa, hanno trovato in
Cina il bengodi. Mercato immenso e deregolato, o regolabile a
piacere, nel quale possono violare senza ostacoli, con la
compiacenza del governo, il Codice Internazionale OMS/Unicef
sulla Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno.
Possono donare latte artificiale agli ospedali, per indurli
all’uso; possono inondare sistema sanitario e media di
pubblicità diretta e indiretta; possono fare regali, di
piccolo e di grande valore, agli operatori sanitari per
conquistarne la riconoscenza; possono regalare cd musicali ai
clienti più fedeli; possono usare false asserzioni quali
“rende vostro figlio più intelligente” o
“aiuta a costruire il suo sistema immunitario” per
vendere di più. Diminuisce di conseguenza l’allattamento
al seno; aumentano morte e malattia. E
noi zitti. Ci
svegliamo solo quando un incidente alla melamina interrompe la
“normalità” dei quotidiani attentati contro il
latte materno e dei conseguenti 50.000 mila morti l’anno.
In Cina. Nel mondo ben oltre un milione.
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www.ibfanitalia.org
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www.ribn.it
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